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Google Maps su Android funzionerà sempre anche quando lo schermo risulterà impegnato da una app diversa.

Google Maps su Android si aggiorna; adesso funzionerà sempre.

Google Maps su Android funzionerà sempre anche quando non è in uso.

Google Maps è l’applicazione di navigazione di BigG tra le più popolari e utilizzate al mondo. Gli utenti gli riconoscono una grande utilità tutte le volte in cui ci si deve muovere in auto o quando si ha bisogno di un’informazione su un luogo pubblico, su un ristorante o su un locale.

Google Maps ha pochi difetti in termini di funzioni, forse ha qualcosa da migliorare in termini di funzionamento.

Google Maps adesso è sempre attiva sui dispositivi Android
Gli sviluppatori di Google Maps sono sempre al lavoro al fine di garantire un’esperienza sempre più completa e vicina a tutti gli utenti, è per questo che la nuova versione dell’app introdurrà il sistema delle multi finestre.
Sino a questo momento sull’OS Android per utilizzare Google Maps si doveva rinunciare ad utilizzare altre app; non è possibile infatti guardare un video su YouTube, piuttosto che mandare sms o conversare su WhatsApp mentre si sta utilizzando il navigatore.

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Con la nuova versione dell’applicazione tutto questo invece risulterà possibile. Google Maps, infatti, potrà continuare a fornire informazioni anche quando lo schermo sarà impegnato da una diversa applicazione.
Questo tool sarà disponibile per tutti coloro che sono equipaggiati con il sistema operativo Android Nougat ed è solo un primo passo. Con la dotazione di Android Oreo, Maps introdurrà l’affascinante tecnologia delle PiP (Picture in Picture).

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La rinnovata utilità nel controllare manualmente la disponibilità di aggiornamenti Android

La rinnovata utilità nel controllare manualmente la disponibilità di aggiornamenti Android
Android Blog Italia.

Nel momento in cui un produttore rilascia un aggiornamento OTA per uno smartphone, di solito la tempistica non è immediata per tutti. Il roll out avviene a scaglioni per evitare che un possibile bug nell’aggiornamento contamini” tutti i modelli dello smartphone. Per questa ragione vi invitiamo a controllare manualmente la disponibilità di aggiornamenti Android attraverso …

La rinnovata utilità nel controllare manualmente la disponibilità di aggiornamenti Android
Android Blog Italia.

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Google acquisisce il settore della produzione dei Pixel da HTC, già impegnata sul prossimo top di gamma

Google

Google annuncia l’accordo stipulato con HTC, con cui si appropria del team delegato alla produzione dei Pixel. Maggiori dettagli nell’articolo.

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Librem 5 è già un successo, anche se…

Ammetto di essere strabiliato del consenso generale ricevuto da Librem 5, il progetto di uno smartphone basato su Linux, lanciato della statunitense Purism e di cui è in corso una campagna di crowdfunding per il finanziamento.

Librem 5 è un progetto finalizzato a realizzare uno smartphone che utilizzi un sistema aperto, sicuro e rispettoso della privacy – qualità che nè Google-Android nè Apple-iOS potranno mai garantire ai propri utenti. A un mese dalla conclusione della campagna, il progetto ha superato un terzo dei 1,5 milioni di dollari necessari al suo finanziamento, e sembra davvero prematuro capire se mai Librem 5 vedrà la luce.

I motivi del mio stupore sono molteplici. Innanzitutto sia la comunità KDE che quella di GNOME hanno annunciato il loro supporto al progetto. Certo, un bene per il progetto, ma mi domando come Purism riuscirà a conciliare le diverse esigenze tecniche di KDE e GNOME. Librem 5 monterà PureOS, una distribuzione basata su Debian Testing, con ambiente desktop GNOME, ma sarà possibile installarci – a detta di Purism – molte altre distribuzioni Linux.

Altra perplessità riguarda l’effettiva capacità di GNOME nel proporre una propria piattaforma adatta alle esigenze mobile. Se KDE può vantare fin da ora Plasma Mobile, mi risulta che l’ultima iniziativa di GNOME in tema risalga a più di 10 anni fa (!), con l’annuncio di GNOME Mobile & Embedded Initiative, di cui si sono perse le tracce da tempo. Sempre che GNOME non progetti di utilizzare GNOME Shell (l’interfaccia desktop) come unica piattaforma convergente.

Sono ancora più perplesso poi per le app che ci gireranno. Anche attingendo alla generosa dotazione di applicazioni presenti per Debian, e Linux in genere, molte di queste dovranno essere adattate per un uso in mobilità. Questo è un po’ lo stesso problema che ha affrontato Ubuntu Phone, e uno dei motivi del suo fallimento.

L’ultimo dubbio riguarda il posizionamento sul mercato del telefono. Per la campagna di crowdfunding il prezzo è stato fissato in 599 dollari (compreso caricabatteria e spedizione in tutto il mondo), un prezzo medio-alto, che difficilmente può (potrà) essere alla portata di tutti. Se Linux su desktop gira tranquillamente su PC e notebook con qualche anno sulle spalle, il cui prezzo è accessibile a moltissimi utilizzatori, Linux su smartphone rischia di nascere già elitario, un pessimo segnale anche dal punto di vista etico: la privacy se la può permettere solo chi ha soldi.

Nonostante queste incognite, sinceramente, auguro il meglio al progetto. Il mercato è praticamente saturo di proposte, con Android a maramaldeggiare, ma c’è bisogno di un sistema indipendente che si prenda cura della privacy dei propri utenti.

Your browser does not support the video tag.

- by Dario Cavedon – dariocavedon.blogspot.com

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Google acquista parte di HTC per 1.1 miliardi di dollari

Dopo Motorola, Google continua la sua espansione verso l’hardware acquistando parte della divisione mobile di HTC per 1.1 miliardi di dollari. Nel comunicato stampa ufficiale, il senior vice…

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Google acquisisce la divisione mobile di HTC per 1,1 miliardi di dollari

Google acquisisce la divisione mobile di HTC per 1,1 miliardi di dollari
Android Blog Italia.

Dopo una serie di rumor e indiscrezione di vario genere, finalmente Google ha annunciato ufficialmente l’acquisizione della divisione mobile di HTC. Il costo totale dell’operazione è di 1,1 miliardi di dollari e per Google si tratta di un passo importante per rafforzare le proprie risorse atte allo sviluppo di prodotti hardware. Stando a quanto apprendiamo …

Google acquisisce la divisione mobile di HTC per 1,1 miliardi di dollari
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L’acquisizione di HTC da parte di Google potrebbe essere confermata domani!

HTC

L’accordo di acquisizione delle azioni di HTC da parte di Google, potrebbe essere confermato in maniera ufficiale domani. Maggiori dettagli nell’articolo.

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Google Pixel 2 XL avrà un prezzo di partenza di 849 dollari

Google Pixel 2 XL avrà un prezzo di partenza di 849 dollari
Android Blog Italia.

Fra circa 2 settimane Google terrà un evento di presentazione in cui sono attese diverse novità hardware. Le più interessanti per noi appassionati di smartphone senza dubbio saranno il Google Pixel 2 e il Google Pixel 2 XL ma all’appello dovrebbe anche essere presente un Google Home Mini e una nuova generazione di Daydream VR. Per …

Google Pixel 2 XL avrà un prezzo di partenza di 849 dollari
Android Blog Italia.

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Google Pixel 2 e Pixel 2 XL: render, prezzi e specifiche | Leak

Google Pixel 2 XL

Il noto blog Droid Life mostra in anteprima i nuovissimi Google Pixel 2 e Pixel 2 XL in alcuni render corredati da nuove informazioni.

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Indirizzi e contatti adesso appaiono come link in Gmail

Indirizzi e contatti adesso appaiono come link in Gmail
Android Blog Italia.

Solo 3 giorni fa vi abbiamo parlato dell’applicazione Gmail e della possibilità di modificare le impostazioni del nostro account Google. Rimanendo in argomento, vi comunichiamo che un aggiornamento lato server a Gmail adesso permette di visualizzare, nel testo delle e-mail, indirizzi, numeri di telefono, contatti come dei link che puntano alle rispettive applicazioni (i link …

Indirizzi e contatti adesso appaiono come link in Gmail
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Guida a Google Tags Manager (GTM): utenti e autorizzazioni.

Google Tag Manager, spesso conosciuto con l’acronimo di GTM, è uno strumento online gratuito di Gestione dei Tag offerto da Google.

Grazie all’inserimento di un unico snippet di codice nel sito/app mobile, denominato Contenitore, permette l’implementazione e la gestione dei vari tag di marketing da un unico luogo senza dover entrare manualmente nel codice.

Prima dell’avvento del Google Tag Manager ad esempio se un marketer voleva implementare un codice di tracciamento delle conversioni di AdWords era costretto ad inserire fisicamente il codice sulla thank you page del proprio sito web. Oggi tramite il Google Tag Manager è sufficiente inserire un solo snippet su tutte le pagine del proprio sito ed il resto dei tag viene gestito nel pannello di controllo dello strumento senza dover mettere di nuovo mano al codice.

google-tag-manager-main

Gestisci il controllo dell’accesso ai contenitori.

Google Tag Manager ti consente di delegare l’accesso ad altri a livello di account e contenitore.

Agli utenti può essere garantita la possibilità di visualizzare o amministrare altri utenti a livello di account e possono essere concessi i diritti di visualizzazione, modifica o pubblicazione a livello di contenitore.

Puoi delegare l’accesso solo ad account Google, ovvero account Gmail, account gestiti tramite organizzazioni con Google Apps o altri account creati in accounts.google.com.

Per aggiungere o modificare utenti a livello di account:

  1. Fai clic sulla scheda Amministrazione.
  2. In Account, seleziona Gestione utenti.
  3. Per aggiungere un nuovo utente, fai clic sul pulsante Nuovo.
    1. Inserisci l’indirizzo email dell’utente.
    2. Imposta le Autorizzazioni account (Utente o Amministratore).
    3. Se lo desideri, puoi impostare le Autorizzazioni contenitore dell’utente per ciascun contenitore a cui desideri abbia accesso.
    4. Fai clic sul pulsante Aggiungi.
  4. Per modificare un utente esistente:
    1. Seleziona il suo indirizzo email nell’elenco Gestione utenti dell’account.
    2. Modifica l’indirizzo email dell’utente se necessario.
    3. Modifica le Autorizzazioni account se necessario.
    4. Modifica le Autorizzazioni contenitore se necessario.
    5. Fai clic sul pulsante Salva per salvare le modifiche, su Annulla per uscire senza apportare modifiche o su Eliminaper rimuovere l’utente.

Puoi anche accedere ai controlli delle autorizzazioni contenitore da Amministrazione → Contenitore.

  1. Fai clic sulla scheda Amministrazione.
  2. In Contenitore, seleziona Gestione utenti.
  3. Per aggiungere un nuovo utente:
    1. Fai clic sul pulsante Nuovo.
    2. Inserisci l’indirizzo email dell’utente.
    3. Imposta Autorizzazioni contenitore.
    4. Fai clic sul pulsante Aggiungi.
  4. Per modificare un utente esistente:
    1. Seleziona il suo indirizzo email nell’elenco Gestione utenti dell’account.
    2. Modifica l’indirizzo email dell’utente se necessario.
    3. Modifica le Autorizzazioni contenitore se necessario.
    4. Fai clic sul pulsante Salva per salvare le modifiche, su Annulla per uscire senza apportare modifiche o su Eliminaper rimuovere l’utente.
    5. Autorizzazioni relative all’account.

L’accesso ai contenitori è regolato dalle autorizzazioni assegnate all’utente per ogni contenitore. Ad esempio, se all’utente è stata assegnata un’autorizzazione “Nessun accesso” per il contenitore A, l’utente non visualizzerà il contenitore A nell’account. Gli utenti con accesso “Amministratore” disporranno almeno di un accesso “Lettura” a ogni contenitore dell’account.

Autorizzazioni relative al contenitore.

I privilegi vengono assegnati per singolo contenitore. Per un determinato contenitore, un utente può disporre delle seguenti autorizzazioni:

  • Nessun accesso: l’utente non può visualizzare il contenitore presente nell’account.
  • Lettura: l’utente vede il contenitore elencato e può sfogliare i tag, gli attivatori e le variabili in esso contenuti, ma non può modificarli.
  • Modifica: l’utente può creare aree di lavoro e apportare modifiche, ma non è autorizzato a creare versioni o pubblicare.
  • Approvazione: l’utente può creare versioni, aree di lavoro e apportare modifiche, ma non è autorizzato a pubblicare.
  • Pubblicazione: l’utente può creare versioni e aree di lavoro, apportare modifiche e pubblicare.

Passaggi successivi

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Una falla in Google Play Protect ha permesso 20 milioni di installazioni di app contenenti malware

Una falla in Google Play Protect ha permesso 20 milioni di installazioni di app contenenti malware
Android Blog Italia.

Allo scorso Google I/O, il colosso di Mountain View ha presentato un nuovo tool sviluppato come ulteriore protezione contro l’installazione di app contenenti malware e virus in generale. Chiamato Google Play Protect, è stato implementato su tutti gli smartphone (attraverso un aggiornamento del Play Store e dei Play Services) già da qualche mese. Per chi …

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Android Blog Italia.

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Google Drive e i backup di Android; conto alla rovescia e poi si auto-eliminano dopo due mesi di inattività dello Smartphone.

Google Drive; i backup di Android si auto-eliminano dopo due mesi di inattività dello Smartphone.

Google integra in Android una funzionalità di backup automatico direttamente su Google Drive che permette di salvare molte impostazioni di sistema e dati personali. È questo il motivo per cui ogni nostro nuovo dispositivo si “ricorda” dati app, password delle reti Wi-Fi, cronologia chiamate, calendario, contatti, foto, video e molto altro non appena inseriamo la password del nostro account Google.

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Probabilmente sono in pochi a sapere per quanto tempo rimane attivo, questo backup, sui server di Google. Esiste una data di scadenza? A quanto pare sì! Due mesi dall’ultimo utilizzo del dispositivo.
Dopo questo limite di tempo viene cancellato automaticamente, e senza alcuna forma di avviso – una mail o una notifica, per esempio.

L’informazione, precisiamo, non è nuova: semplicemente non è mai stata evidenziata molto, in precedenza, e Google non ne parla se non nella pagina di supporto dedicata. Un utente su Reddit l’ha scoperto a sue spese: è rimasto per diverso tempo senza il proprio Nexus 6P e quando è tornato a usarlo è dovuto ripartire da zero.

Google Drive; backup di Android, conto alla rovescia poi si auto-eliminano dopo due mesi di inattività dello Smartphone.

L’unico segnale, se così si può dire, è che; dopo due settimane di inattività di un dispositivo, compare su Google Drive un piccolo conto alla rovescia che indica tra quanti giorni il relativo backup verrà cancellato (screenshot qui sopra). Come se non bastasse, il processo di eliminazione è completamente irreversibile, e l’utente non può intervenire per interromperlo o quantomeno rimandarlo.

In conclusione; probabilmente per la maggior parte di noi il problema non si porrà mai, ma ci sono dei casi e, nemmeno tanto limite, in cui potrebbe davvero diventare un problema. Per esempio, se dovessimo portate lo smartphone o tablet in riparazione e ci dovesse volere più del previsto, o anche … abbiamo voglia di provare un’altra piattaforma concorrente, ebbene; è meglio avere sempre almeno un dispositivo Android (in casi estremi anche una virtual machine!) con le impostazioni sincronizzate al nostro account, e accenderlo almeno una volta ogni tanto.
fonte

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Il presunto Google Pixel 2 XL certificato dalla FCC

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Android Blog Italia.

Alcune settimane fa il Google Pixel 2 venne certificato dalla FCC rivelando la presenza del sistema operativo Android 8.0.1 Oreo e della feature “Active Edge” molto simile a quella vista su HTC U11 (di cui a breve pubblicheremo la recensione completa). Ebbene, nelle scorse ore la FCC ha certificato il Google Pixel 2 XL dandoci una …

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Google pubblica le factory image dei Nexus e dei Pixel con la patch di Settembre

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Abbiamo appena terminato di comunicarvi che Samsung ha rilasciato il suo primo aggiornamento per il Samsung Galaxy Note 8 contenente, fra le altre cose, anche la patch di sicurezza di Agosto che rimaniamo in un certo senso in argomento comunicandovi che Google ha pubblicato le factory image relative alle build per Nexus e Pixel contenenti …

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