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Come ricostruire la cache dei fonts su Linux

Quando si installa un nuovo font su una distribuzione GNU/Linux c’è la necessità di dover ricostruire la cache dei fonts.
Per ricostruire la cache dei fonts su Linux vi basterà aprire il terminale e dare

sudo fc-cache -f -v

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Firefox 69 abbandonerà il supporto ad Aobe Flash

Mozilla provvederà a disabilitare il supporto al plug-in di Adobe Flash su Firefox 69 per impostazione predefinita. Il rilascio di Firefox 69 è previsto per il prossimo 3 settembre 2019. Questa modifica non influirà su Firefox ESR che invece continuerà a supportarlo sino a fine 2020.

La decisione è l’ultimo passo della strada intrapresa da Mozilla a partire da Firefox 52 quando è stato rimosso il supporto ai plug-in NPAPI per Java e Microsoft Silverlight.

Via Bugzilla

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Firefox 69 abbandonerà il supporto ad Adobe Flash

Mozilla provvederà a disabilitare il supporto al plug-in di Adobe Flash su Firefox 69 per impostazione predefinita. Il rilascio di Firefox 69 è previsto per il prossimo 3 settembre 2019. Questa modifica non influirà su Firefox ESR che invece continuerà a supportarlo sino a fine 2020, data in cui anche Adobe smetterà di sviluppare e distribuire Adobe Flash Player.

La decisione è l’ultimo passo della strada intrapresa da Mozilla a partire da Firefox 52 quando è stato rimosso il supporto ai plug-in NPAPI per Java e Microsoft Silverlight.

Via Bugzilla

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Come cancellare la cache delle icone su KDE

Il team di KDE è lavora sempre su più fronti aggiornando regolarmente anche le icone di sistema. Può capitare, a seguito dell’aggiornamento, di non visualizzare subito le icone. Risolvere questo problema è facilissimo, basta cancellare la cache delle icone di KDE.
Come fare? Semplice. Apriamo il terminale e digitiamo

rm ~/.cache/icon-cache.kcache

In questo modo verrà cancellato la cache delle icone di KDE e potremo gustarci subito le nuove icone.”"

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Okular: in arrivo il supporto alla visualizzazione di firme e certificati PDF

Albert Astals Cid ha effettuato il merge del codice Chinmoy Ranjan Pradhan sviluppato durante il Google Summer of Code che consente ad Okula di supportare la visualizzazione di firme e certificati PDF.

La gestione delle firme è un grande passo per Okular ed è anche molto complessa da implementare quindi il developer di Okular si aspetta che nelle prime versioni possano sorgere alcuni bug.

La compilazione di Okular con il supporto alle firme e i certificati PDF è un po’ difficile dal momento che richiede poppler 0.73, un pacchetto che è stato rilasciato pochi giorni fa.

Per ovviare al problema della compilazione, e consentire agli utenti di testare il tutto, è possibile usare il flatpak di KDE Okular Nightly. Per farlo vi basterà dare da terminale:

flatpak remote-add --if-not-exists flathub https://flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo
flatpak remote-add --if-not-exists kdeapps --from https://distribute.kde.org/kdeapps.flatpakrepo
flatpak install kdeapps org.kde.okular

Nota: se hai okular installato da un altro repository flatpak (ad esempio flathub) questo ti farà passare alle Nightlies di KDE.

Una volta installato potete provare il supporto alle firme e i certificati PDF con il PDF di esempio di Adobe dando:

flatpak run --share = network org.kde.okular https://blogs.adobe.com/security/SampleSignedPDFDocument.pdf

E dovreste ottenere questo

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Deepin Linux ha un problema con la sicurezza dei browser

Questo post è un piccolo sfogo personale su Deepin Linux. Molti di voi conosceranno questa distribuzione GNU/Linux originaria della Cina, distribuzione basata su Debian che ha dato i natali a Deepin Desktop Enviornment, il desktop environment di cui vi ho parlato in questo mio precedente post.

Se da un lato apprezzo lo stile di Deepin Desktop Environment dall’altro ho alcune remore su Deepin in quanto distro. Se provate infatti ad installare Deepin Linux vi accorgerete di un problema non trascurabile a livello di sicurezza.
Attualmente, nei repository di Deepin Linux, troviamo Firefox fermo alla release 60. Si, avete letto bene. Potete vederlo anche dal repository principale di Deepin Linux http://packages.deepin.com/deepin/pool/main/f/firefox/

La versione di Firefox presente nei repository di Deepin Linux (al 09/01/2018)

Anche Google Chrome, che è di default quando installato da DEB o RPM aggiunge un repository esterno per mantenersi aggiornato, e che su Deepin Linux troviamo preinstallato, è fermo alla versione 70 (per la precisione Chrome 70.0.3538.77), il cui rilascio risale allo scorso 24 Ottobre.
Se volete aggiornare Google Chrome su Deepin Linux vi toccherà installare manualmente il DEB scaricato dal sito di Google Chrome o aggiungere a mano il repository ufficiale.

La versione di Google Chrome preinstallata su Deepin Linux (al 09/01/2018)

A mio avviso questi sono problemi rilevanti per quanto riguarda la sicurezza degli utenti poiché il browser è attualmente il primo anello debole della catena della sicurezza. Garantire aggiornamenti immediati dei browser internet è cosa buona e giusta e tutte le distro dovrebbero fare ciò.”"

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Pantheon e Deepin DE: quando l’usabilità si sposa con il bello

In questi giorni mi sono rimesso a provare alcuni distro con i relativi desktop environment di riferimento: Fedora con GNOME, Ubuntu con la sua personale visione di GNOME, KDE neon con KDE, Linux Mint con Cinnamon, Manjaro con Xfce, elementary OS con Pantheon e Deepin Linux con Deepin (ok, qui ho barato perché ho usato Manjaro Deepin perché preferivo avere software più aggiornato, però in passato ho usato Deepin Linux).

Fra tutti i desktop environmet provati, quelli che mi sorprendono ogni volta sono gli ultimi due ovvero Pantheon e Deepin DE.

Il motivo? Entrambi i desktop environment sono i più curati dal punto di vista grafico, con applicazioni base sviluppate per integrarsi con il sistema e un buon default che non ti fa sentire la necessità di stare li a personalizzare.

Si, lo so, alcuni potrebbero sottolineare che traggono spunto da sistemi operativi proprietari (macOS per Pantheon e Windows per Deepin DE) ma questo a mio avviso non è un punto a sfavore, anzi, perché i developer di entrambi i desktop environment hanno rielaborato il concetto generale e fatto il loro compito realizzando qualcosa di simile nell’idea ma non di copiato.

Ogni volta che li provo e li uso assiduamente non riesco a non pensare alle incoerenze grafiche dei desktop environment storici e alla mancanza di alcune piccole chicche che rendono l’esperienza out of the box più piacevole e adatta anche all’utente che si affaccia per la prima volta al mondo GNU/Linux.

E ogni volta mi ritrovo a pensare all’occasione sprecata in casa Canonical, al fatto che non sono riusciti, o forse non hanno mai voluto davvero, a realizzare un loro desktop environment completo. Eppure le forze non gli mancavano.

Voi cosa ne pensate?”"

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LibreOffice 6.2 avrà un nuovo layout (opzionale)

LibreOffice 6.2 introdurrà un nuovo (ma opzionale) design dell’interfaccia utente chiamato Notebookbar. Unifica le barre degli strumenti e le raggruppa in schede, aiutando gli utenti a lavorare più velocemente e in modo più intelligente.
Eccola in azione in un breve video

Il rilascio di LibreOffice 6.2 è previsto per l’inizio di Febbraio 2019.”"

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Fedora 29 – Guida post installazione



Introduzione

Fedora è una distribuzione estremamente fluida e molto ben costruita. Ma basta poco per accorgersi che il tutto è davvero ridotto all’osso. Niente codec per la riproduzione dei media (a lavorare senza musica non se ne parla), niente driver proprietari per le schede di rete wifi, nemmeno i tasti massimizza e minimizza per le finestre sono disponibili di default. Vedremo ora come completarla per un utilizzo quotidiano.

Installazione di RPM Fusion e aggiornamento iniziale del sistema

Prima di procedere all’aggiornamento del sistema aggiungiamo il repo aggiuntivo RPM Fusion, ci sarà utile nei passi successivi per installare pacchetti che Fedora non include nei suoi repo

sudo dnf install https://download1.rpmfusion.org/free/fedora/rpmfusion-free-release-$(rpm -E %fedora).noarch.rpm https://download1.rpmfusion.org/nonfree/fedora/rpmfusion-nonfree-release-$(rpm -E %fedora).noarch.rpm

E quindi procediamo con

sudo dnf update

Installazione moduli per wifi

Non sempre è necessario, ma nel mio caso ho dovuto faticare parecchio per far riconoscere al sistema la schedina wifi; alla fine, grazie a rpm fusion, questo pacchetto e le sue dipendenze mi hanno risolto i problemi

sudo dnf install kmod-wl

Installazione codec, plugin, java, utility di compressione

Non ci giro intorno, senza questi pacchetti non si sente nemmeno la radio su internet, ho sintetizzato tutto in un solo comando per comodità

sudo dnf install -y gstreamer1-plugins-base gstreamer1-plugins-good gstreamer1-plugins-ugly gstreamer1-plugins-bad-free gstreamer1-plugins-bad-free gstreamer1-plugins-bad-freeworld gstreamer1-plugins-bad-free-extras ffmpeg icedtea-web java-openjdk

Installiamo anche qualche pacchetto utile per gestire gli archivi compressi

sudo dnf install p7zip p7zip-plugins unrar

Produttività

Libreoffice è già installato alla versione 6.1.2, installiamo ora i vari font di casa Microsoft

sudo dnf install curl cabextract xorg-x11-font-utils fontconfig

sudo rpm -i https://downloads.sourceforge.net/project/mscorefonts2/rpms/msttcore-fonts-installer-2.6-1.noarch.rpm

Sinceramente, arrivando da Ubuntu, sono abituato con thunderbird per gestire la posta, per cui preferisco prima rimuovere evolution e poi installare il client di casa Mozilla, oppure visto che molti usano client web, si può rimuovere evolution e basta

sudo dnf remove evolution

sudo dnf install thunderbird

NOTA: Thunderbird è presente anche come flatpak, ma al momento della scrittura di questa guida la versione dei repo è più aggiornata.

Installiamo, se serve anche gparted

sudo dnf install gparted

Skype e Slack possono essere installati come flatpack usando l’applicazione Software

Stessa cosa con GIMP, disponibile anch’esso da Software

A differenza di ubuntu, su Fedora non è installato nessun client per gestire i file torrent, io preferisco qBittorrent a Transmission, per cui

sudo dnf install qbittorrent

Riduciamo il consumo del nostro computer installando e abilitando TLP, un servizio che migliora la gestione dei consumi

sudo dnf install tlp tlp-rdw

sudo systemctl enable tlp




Multimedia

Con l’avvento di spotify non sento più la necessità di avere rhythmbox installato, rimuoviamolo con:

sudo dnf remove rhythmbox

E installiamo spotify dall’applicazione Software Installiamo VLC

sudo dnf install vlc




Personalizziamo il nostro desktop

La versione di Gnome installata di default su Fedora è davvero ridotta all’osso rispetto alla personalizzazione di Ubuntu alla quale sono abituato Installiamo gnome tweaks, utile per la gestione delle impostazioni e dei plugin (io lo uso anche per disabilitare le animazioni e rendere più scattante il sistema)

sudo dnf install gnome-tweaks
Dopodiché cerchiamo Personalizzazioni nel menu applicazioni, e nella tab ‘Barra titolo della finestra’ attiviamo minimizzare e massimizzare per avere anche quei due bottoni.
Nel tab Estensioni troviamo un sacco di cose interessanti.
Possiamo decidere se rendere l’interfaccia più simile a Ubuntu con Dash to dock – cosa che secondo me ha più senso visto che i monitor oramai sono molto larghi mentre le pagine web e i documenti sono molto più strette – Modificare le opzioni per avere la dock a tutta altezza dello schermo. Installare topicons plus per avere anche le icone della tray (meglio se a destra)
Oppure possiamo optare per uno stile windows/cinnamon con Dash to panel e Axe menu – Modificare le opzioni poi per far sì che il testo super apra poi quel menù e non quello classico di gnome

Problemi da risolvere

  • Le applicazioni che hanno un’icona nella tray (nel mio caso skype,slack,dropbox) non hanno il loro menu contestuale funzionante, per ovviare al problema ho impostato la sessione GNOME xorg in fase di login.
  • Libreoffice è abbastanza aggiornato, non ho provato a installarci sopra il file rpm scaricabile dal sito, per ora mi accontento così
  • Non ho ancora capito come impostare gli sfondi giornalieri di Bing come lock screen, il plugin al momento non funziona (grrrr)

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Happy GNU Year!

Buon 2019 a voi e tutti i vostri cari, con la speranza che il nuovo anno sia all’insegna della salute, della serenità e della fortuna :)

E speriamo che questo sia l’anno di Linux sul desktop :D

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Il podcast di Marco’s Box – Puntata 0

Come avrete avuto modo di notare, nel corso del tempo ho abbandonato la video chiacchierata su Youtube dedicata al mondo del software libero e open source. Il motivo principale risiede nel fatto che mi sono reso conto che stare a guardare un tizio (seppur un bell’uomo) che parla di robe informatiche e gesticola non è un gran bel vedere oltre che non è un bel modo per fruire del servizio.
Ho quindi deciso di provare la strada dei podcast. Questa prima puntata, la 0, ho deciso di caricare semplicemente il file mp3 in allegato in modo tale che voi possiate scaricarlo e ascoltarlo quando vi pare.
Se la cosa riscuoterà abbastanza consenso vedrò di attrezzarmi diversamente e caricare i file su qualche servizio online.
A voi :)

Ecco il link diretto per scaricare la puntata

In alternativa potete ascoltarla tramite il player integrato

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Lubuntu dice addio alle ISO 32bit a partire da Lubuntu 19.04

Gli sviluppatori di Lubuntu hanno annunciato che Lubuntu non offrirà più versioni x86 a 32 bit a partire da Lubuntu 19.04. Lubuntu 18.04 LTS sarà supportata fino alla data di fine vita ovvero fino ad aprile 2021.
La decisione segue quelle intraprese da Ubuntu come Xubuntu, Ubuntu MATE, Ubuntu Budgie e Kubuntu. I motivi sono sempre i soliti e riguardano principalmente la difficoltà nel supportare processori i386 che, fra l’altro, sono sempre meno diffuse fra gli utenti Linux. In passato gli sviluppatori avevano chiesto aiuto ai volontari per continuare a supportare lo sviluppo dell’edizione a 32bit ma a quanto pare non è servito.

Via Lubuntu

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Compilazione Fattura Elettronica: Il software di Agenzia delle Entrate

Il 2019 è ormai alle porte e con esso scatta la necessità per i professionisti di doversi dotare di un software per la fatturazione elettronica.

Agenzia delle Entrate è venuta incontro ai cittadini rilasciando un piccolo software, scritto in Java, grazie al quale è possibile compilare localmente le proprie fatture elettroniche.
Il software Compilazione Fattura Elettronica consente la compilazione della comunicazione mediante una serie di domande che determinano la struttura del file xml da trasmettere all’Agenzia delle Entrate e predispone i pannelli per la compilazione.
Il file generato con il presente software avrà la seguente nomenclatura: ITCodiceFiscale_12345.xml (dove il codice fiscale è quello del soggetto che trasmette la fattura).
Compilazione Fattura Elettronica funziona su Windows, macOS e Linux. L’unico pre requisito è la presenza di Java.

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Microsoft Edge passerà a Chromium

Microsoft ha confermato, tramite un post sul blog di Windows, che il team di sviluppo di Edge sta lavorando al passaggio a Chromium.

Negli ultimi anni Microsoft ha aumentato la sua partecipazione alla comunità open source diventando uno dei principali sostenitori di progetto open source. La decisione di adottare il progetto open source Chromium per lo sviluppo di Microsoft Edge è stata presa, ufficialmente, per creare una migliore compatibilità del browser per gli utenti Windows e una minore frammentazione del web per tutti gli sviluppatori web.

La migrazione di Edge a Chromium avverrà nel giro di circa un anno. La piattaforma Web Microsoft Edge verrà allineata con gli standard Web e con altri browser basati su Chromium. Questo garantirà una migliore compatibilità per tutti e creerà una matrice di test più semplice per gli sviluppatori web.

Microsoft Edge verrà rilasciato e aggiornato per tutte le versioni supportate di Windows con cadenza più frequente. L’auspicio di Microsoft è di portare Microsoft Edge su altre piattaforme come macOS.

Da parte di Microsoft c’è l’impegno di contribuire alla piattaforma web per rendere i browser basati su Chromium migliori su piattaforma Windows. Oltre a questo Microsoft contribuirà al codice open source di Chromium includendo nuove tecnologie vantaggiose per tutti.

Gli sviluppatori che intendono contribuire al codice possono iscriversi alla community e provare le build di anteprima non appena disponibili. Se tutto va bene la prima build sarà disponibile ad inizio 2019.”"

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Xubuntu dice addio alle ISO 32bit a partire da Xubuntu 19.04

Il team di Xubuntu ha annunciato che non rilascerà più le ISO di installazione di Xubuntu a 32 bit a partire da Xubuntu 19.04 che sarà dunque la prima release rilasciata solo a 64 bit. Questa decisione è stata presa dal team di sviluppo ed è passata con 6 voti su 10 a favore dell’abbandono. A questo indirizzo trovate le votazioni.”"

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